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Il Porto

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Il porto

Situato al centro della Città di Anzio, sulla passeggiata del lungomare ricca di caffè e ristoranti specializzati nella cucina del pesce freschissimo, il Marina di Capo D’Anzio offre circa 400 ormeggi. Si è infatti conclusa la prima fase dei lavori di riqualificazione del porto, che consente ad oggi l’ormeggio in sicurezza di imbarcazioni sino a 50m di lunghezza.

La seconda fase, in avvio, prevede il rifacimento e la riorganizzazione dell’attuale bacino ed il dragaggio dei fondali, e porterà alla creazione di un moderno porto turistico con 600 posti barca sino a 50mt di lunghezza e relativi servizi di qualità.

Il ridosso naturale creato dal capo roccioso su cui ricade attualmente la Città di Anzio è stato utilizzato fin dalla preistoria per l’ormeggio e la sosta di imbarcazioni effettuanti attività commerciali. In epoca storica Anzio fu abitata dapprima da una popolazione di origine volsca, quindi, dopo aspri combattimenti, divenne colonia romana.

Vi nacque l’Imperatore Nerone, che la dotò di un vasto porto i cui resti sono ancora oggi osservabili sia in terraferma che al di sotto del livello medio marino (oggi più elevato di circa 2,00 m rispetto agli inizi dell’era cristiana).

Il Porto, dopo la caduta dell’impero romano, fu utilizzato saltuariamente nel medioevo ma risorse a nuova vita sotto il papato di Innocenzo XII (regnante dal 1691 al 1700), che fece costruire un nuovo molo (detto appunto Innocenziano) radicato ai ruderi di levante del porto antico ed orientato verso Torre Astura.

Il nuovo Porto, pur assicurando un vivace traffico commerciale, fu soggetto fin dall’inizio ad un rilevante fenomeno di insabbiamento, per contrastare il quale vennero suggeriti numerosi rimedi, mai definitivi. L’operatività del porto è stata pertanto assicurata grazie ad una periodica opera di dragaggio, oggi prevista all’interno dei lavori di riqualificazione dell’ambito portuale.

Dall’Unità d’Italia le modifiche ed i miglioramenti introdotti rispetto al Porto Innocenziano non sono stati sostanziali. Nel secolo passato il porto ha mantenuto una vocazione commerciale e peschereccia e fu dotato perfino di un binario ferroviario lungo-banchina per facilitare i collegamenti con l’entroterra.

In epoca moderna la svolta si ha nel XX secolo: nel 1904 la “Società Napoletana di navigazione a vapore” istituì la linea che partiva da Anzio per Napoli, Procida, Ischia, Casamicciola, Ponza. Un’iniziativa di successo che pose le basi per lo sviluppo del turismo. Negli anni ’30 il porto assunse una sempre maggiore importanza per i territori circostanti e nel 1934 vennero ampliate le banchine e si prolungò il molo di un centinaio di metri. Ci fu un enorme aumento del movimento merci.

Dopo la catastrofe del conflitto bellico, negli anni cinquanta la rinascita: tra il 1954 ed il 1959 il movimento merci passò dalle 22.000 alle 70.000 tonnellate, i cantieri navali ripresero con rinnovato vigore le loro attività, si potenziò la pesca e accanto ai tradizionali pescherecci si aggiunsero navi in grado di effettuare la pesca oceanica. Il porto di Anzio si avviava a diventare uno dei porti più importanti in Italia per la pesca nazionale ed internazionale oltre ad ospitare eccellenze della nautica italiana come la Naval Tecnica dell’ingegnere Leopoldo Rodriguez. Una storia affascinante e che nasce dalla storia per proiettarsi nel futuro.